Isidoro di Siviglia fa risalire il nome di "Campana" dalla regione campana, in cui vennero costruite le prime Campane di bronzo, alle origini della Cristianità...

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E' uno strumento atto a produrre mediante percussione dovuta a martello azionato dall'esterno, o a batacchio (detto anche batocchio o battaglio) appeso all'interno: nel primo caso la campana è fissa, nel secondo caso invece, è quasi sempre mobile.

Giochi particolari di campane ciascuna di suono distinto, costituiscono il Carillon, assai in uso specie nei paesi nordici.

Sono pervenute fino a noi Campane cinesi del VIII secolo A.C. In occidente pare che le prime campane in ferro di una certa dimensione risalgano tutt'al più al VI secolo D.C.: soltanto nel VIII e IX secolo vennero introdotte in moltissime Chiese Cristiane Campane di bronzo. L'uso e l'importanza di questo richiamo si sviluppò per i fedeli al punto da consigliare la costruzione di torri, dette campanarie, per diffondere il suono dall'alto.

Le campane venivano fuse in "loco" prima da Monaci, poi da famiglie di fonditori, che si trasmettevano il mestiere da padre in figlio: tradizione che durò  fino al 1700, con qualche eccezione per quelle fonderie maggiori che si dedicarono anche al getto di bocche da fuoco.

Le più antiche campane occidentali sono distinte da una particolare forma allungata: solamente più tardi l'orlo si presentò fortemente svasato, secondo la forma che è divenuta tradizionale. 

Diritto Canonico: 

La disciplina circa l'uso delle Campane Consacrate o Benedette è stabilita nel Codex Juris Canonici al can. 1169, alla stretta osservanza del quale la Congregazione del Concilio, con decreto 20-III-1931 (cfr. A.A.S., XXIII, 1931, pag.129), volle chiamare in modo esplicito i Parroci e rettori di Chiese, ordinando loro di richiedere l'autorizzazione del Vescovo ogni qualvolta gravi e urgenti motivi determinino la necessità di suonare le campane per usi non strettamente relativi al culto divino, in quanto il can. 4 ne vieta assolutamente il suono "ad usus mere profanus" .

Non di meno il codice ammette delle eccezioni, permettendo l'uso delle  Campane in caso di necessità e casi eccezionali (allarmi, vittorie, incendi, inondazioni, pericoli, pace) e per legittima consuetudine (convocazione consigli comunali ecc..); il suono delle campane è obbligatorio anche per i religiosi esenti, allorchè sia stato ordinato dal Vescovo per un motivo di interesse generale (can. 612).

Altre circostanze che richiedano il suono delle campane sono stabilite dalla consuetudine e dagli statuti diocesani 8 p. es.: annuncio delle sacre Funzioni e dei giorni Festivi, Angelus Domini, Agonia del Signore, Agonia dei Fedeli, ecc...

Il suono delle campane è invece proibito nell'ultimo triduo della Settimana Santa e nel periodo d'interdetto (ca. 2271); è vietato inoltre il suono a morto durante le feste in cui non si possono celebrare le Messe Funebri (cfr. Sacra Congregazione dei Riti, 21-X-1927, in A.A.S., XIX, 1927, pag381).

Le Campane sono Consacrate e Benedette secondo rituale, e destinate stabilmente al culto; quest'uso è antichissimo, risalendo al sec. VIII. I decreti conciliari e le decisioni intervenute in casi controversi si sono limitati, di regola, a designare l'autorità ecclesiastica competente a compiere gli atti relativi alla Benedizione delle campane e all'uso di esse.

 

Fonti: UTET e Rubagotti Carlo srl