lsavens1IL CAMPANILE SUONA ANCORA

Completata la ristrutturazione

 

LAVENA PONTE TRESA - (n.ant) Il campanile affacciato sullo Stretto di Lavena ha ripreso a scandire le ore e a suonare le campane. La bella notizia è arrivata giovedì, quando sono stati completati i lavori di ristrutturazione, dopo che l'orologio e i rintocchi si erano fermati il 18 maggio.

 

 

 Il problema era stato innescato dal cedimento di una rete installata per evitare l'ingresso dei piccioni che si era allentata e ha iniziato ad arrotolarsi sull'ingranaggio centrale, bloccandone i denti e quindi il funzionamento. Visto che era già in programma la sistemazione dell'impianto elettrico si è deciso, con buon senso, di muoversi per entrambi gli interventi. Così è stato e dalle 14 di giovedì Lavena è tornata ad "ascoltare" la musica del suo campanile, che disegna indelebilmente il panorama dell'omonimo stretto che congiunge il bacino principale del lago di Ceresio col golfo di Ponte Tresa. Il mancato funzionamento dell'orologio e delle campane aveva suscitato un po' di preoccupazione nella popolazione, abituata nei secoli dei secoli alle melodie del campanile. E invece si è dovuto pazientare soltanto qualche mese in cui il parroco, don Aurelio Pagani, ha programmato l'intervento di sistemazione. E così anche Gianluca Salani, che da trent'anni è incaricato di programmare il computer con le varie musiche e i concerti e ha seguito i lavori con il sacerdote, è potuto tornare alla sua passione, suonando a festa per il ritorno "alla vita" delle campane.

Il campanile di Lavena ha una lunga storia, che comincia prima del 1288, secondo quanto attesta una pergamena conservata nell'archivio capitolare di Agno (Canton Ticino) dopo essere stata preservata dai padri Lateranensi. A fianco del campanile vi era la chiesa di San Pietro, poi dedicata anche a San Paolo, chiusa nel XX secolo dietro ordine del Genio Civile dopo alcune ispezioni. Le porte della chiesa vennero sbarrate il 12 novembre 1953 e la chiesa fu successivamente abbattuta. Non il campanile.

 

Clicca qui per scaricare l'articolo in formato PDF