I din-don-dan saranno telecomandati e i prevosti possono scegliere orari e melodie tramite Iphone o Blackberry

Fra’ Martino campanaro oggi è un mago di microchip, circuiti, processori, software e wireless. Non suona più le campane appendendosi alle funi in cima al campanile o schiacciando pulsanti per avviare gracchianti din-don.dan. Nel 2010 può telecomandare scampanamenti garantendo suono hi-fi e precisione oraria delle melodie stando in giro per il mondo. Invia un sms dal cellulare, o interagisce con la chiesa mediante Iphone o Blackberry.

L’epicentro della rivoluzione ha casa a Cologne, in Franciacorta, dove ha la sede la “Rubagotti srl”. Una azienda (<<Un laboratorio artigianale con all’interno officina meccanica>> precisano i titolari, padre e figli più 7 dipendenti) in bilico tra l’antico e il postmoderno, tra pragmatismo e volo mentale, lavoro sull’incudine e smanettamento su internet.

<<Vi suoneremo le campane>> garantisce l’homepage del sito a cura di Giacomo e Luca, 36 e 32 anni, i figli del mastro campanaro Carlo che 3 anni fa ha lasciato campo libero agli eredi.

Lui, Carlo, da quando era bambino si è preoccupato di creare, allevare e medicare campane in cattedrali di mezza Italia. Partito negli anni ’60 alla fonderia Filippi di Chiari, ha battuto sul tempo tutti escogitando pioneristicamente di attaccare motori alle campane della chiesa di Caravaggio (BG) e del duomo di Chiari, ben 11 campane che andavano orchestrate a suon di zuccate sul tetto del campanile da parte dei campanari, costretti a lievitare per inseguire il movimento. Un know how trasmesso ai Rubagotti jr., uno perito, l’altro programmatore informatico, cresciuti a libri, preti, ingranaggi di orologi e megabyte.

È opera loro e di un amico, Giorgio Campiotti, oggi consulente dell’azienda, l’invenzione di un software capace di gestire da remoto  tramite cellulare una chiesa intera.

“Churchotica” l’ha ribattezzata il trio autore del sacro marchingegno, RCTouchBell, tecnologia che permette il controllo della chiesa a distanza. Il sistema offre ai prevosti l’attivazione di campanile, luci, porte, finestre e riscaldamento da remoto.

<<Oggi anche per il calo delle vocazioni i parroci sono sempre meno e a testa girano tra 4-5 parrocchie – dice Giacomo - . Così si trovano a correre come trottole>>.

Armati di sensori, apparecchi e registratori, il trio ha risolto il problema realizzando per la prima volta uno studio scientifico sulla cinetica e sul suono della campana, trasponendo il tutto in un algoritmo. Non solo. Pellegrinando tra una Parrocchia e l’altra ha creato una compilation di melodie, a disposizione per le chiese del Terzo millenio sprovviste di campanili che presto potranno rubarle dal web tramite peer-to-peer. Dal cilindro, ecco poi spuntare il gufo-robot, il cyber-animaletto da installare sulle torri campanarie con funzione anti-piccione.

<<La tecnologia tra i preti giovani impazza – racconta Giacomo - . qualche problema l’abbiamo con le associazioni dei campanari, che temono lo spodestamento e la scomparsa della tradizione. Noi però custodiamo l’arte delle campane, di cui conosciamo il valore sacro. Ma bisogna pur scendere a patti con la modernità>>.

Autore: Beatrice Raspa

 

Clicca qui per scaricare l’articolo in formato PDF