Dizionario dei termini specifici delle campane o glossario dei campanari.

Read More



-Asta: stanga, detta anche aspetta, elemento sporgente dal ceppo cui è collegata una corda per mettere in movimento la campana. Nei sistemi a slancio è inserita in una struttura a triangolo chiamata cicogna o bilancia. Nei sistemi a concerto (inglese, ambrosiano, veronese) e negli impianti elettrificati viene sostituita o integrata dalla Ruota.


-Battaglio o Batacchio (dal latino "Bataculum"): elemento in ferro sospeso internamente alla campana che urtando contro gli opposti bordi (pinza) la fa vibrare e quindi risuonare. Anticamente veniva assicurato all'asola mediante un nervo di bue o una striscia di cuoio, ancor oggi la Rubagotti Carlo srl utilizza questo metodo integrandolo per ragioni di sicurezza con corde in acciaio UNI.


-Bocce: pomi (di solito 3) che vengono imbullonati al di sopra del contrappeso nel sistema ambrosiano e sue derivazioni.


-Ceppo: struttura anticamente in legno, oggi in ghisa o acciaio, a cui viene fissata la campana basculante.


-Contrappeso o Scatola dei contrappesi: I contrappesi hanno una funzione di “bilanciatura”, la loro proporzione determina la velocità di oscillazione delle campane; i vari stili di suono ( ambrosiano, veronese, slancio, mezzo slancio) sono ottenuti tramite la bilanciatura più o meno accentuata.


-Isolatore: corpo in legno massello, interposto tra la campana ed il ceppo, allo scopo di “isolare” le vibrazioni emesse dalla campana dal ceppo stesso. La particolarità del legno elemento “vivo” rendono necessaria una continua ed attenta manutenzione di questa parte, onde evitare una situazione di instabilità, in cui la campana non essendo ben “stretta” possa oscillare sulla sua base, creando nei casi peggiori rotture alle maniglie di sostegno.


-Ferramenta di sostegno: hanno lo scopo di sostenere la campana stessa, in tutto il suo peso. Come nella miglior tradizione, la ferramenta dev’essere costituita da barre parzialmente filettate ottenute dal pieno, costituite di “ferro dolce” e successivamente sagomate a caldo. E’ di fondamentale importanza che la ferramenta non venga temprata od indurita in superficie, danno la rottura precoce della stessa a causa delle sollecitazioni e degli sbalzi termici a cui è sottoposta.


-Maniglie: dette anche anse. Formano la corona superiore, riccioli bronzei che si trovano superiormente alla campana per collegarla al ceppo (se basculante) o al trave (se fissa) tramite la ferramenta di sostegno;


-Perni: L’intero peso delle campane, poggia su dei perni di sostegno fissati al ceppo, i quali a loro volta sono calettati su dei cuscinetti a sfere oscillanti alloggiati nei supporti.


-Ruota: viene collegata o a destra o a sinistra del ceppo e della campana. Nella sua gola scorre la corda se la campana è suonata manualmente, oppure una catena lubrificata se è presente un'automazione elettrica. Nelle campane prive di ruota troviamo l'asta.


-Campana fissa: sprovviste di ceppo, cioè di contrappeso in quanto non devono compiere oscillazioni di nessun genere; sono quindi immobili, ancorate a putrelle o travi, vengono suonate tramite la percussione del battaglio interno o di martelli esterni (detti "elettrobattenti" in caso di presenza di elettrificazione e di impianto automatico). In Italia le campane fisse sono quasi sempre di piccole dimensioni e posizionate all'interno dei campanili, specialmente se fanno parte di un complesso di campane numeroso. Nei carillon, diffusi nel nord Europa, raggiungono anche il numero di 60 o più esemplari in un solo campanile.


-Campana a distesa: si usa questa espressione per indicare la campana quando oscilla intorno ad un asse quasi baricentrico e produce suono da non confondersi con il mezzo slancio o con lo slancio alto, i quali hanno l'asse di rotazione rispettivamente sempre più distante dal baricentro.


-Campana a bicchiere o a concerto: si usa questa espressione per indicare la posizione della campana completamente rovesciata; tale posizione viene raggiunta dalla campana compiendo una rotazione quasi di 180° a seguito di alcune oscillazioni. Ovviamente le campane a concerto sono tipiche dei sistemi di suono con campane in movimento. Una volta raggiunta la posizione "a bicchiere", la campana, a seconda dei diversi usi e modi di suonare che variano da luogo a luogo, viene fatta ruotare per eseguire uno o più rintocchi e poi ritornare in quella posizione. In alcuni modi di suonare, come il veronese, la campana a concerto fa parte di una sequenza preordinata di rintocchi insieme ad altre campane; in altri la campana a concerto può concludere frasi musicali in modo solenne oppure avere una funzione funebre.


-Campana a slancio: Sono campane dotate di ceppo leggero, cioè scarsamente contrappesate, e in virtù di questo fatto possono compiere oscillazioni veloci, producendo serie di rintocchi poco distanziati l'uno dall'altro.
Nei sistemi a slancio "classico", per produrre suono devono raggiungere almeno i 60° di inclinazione (anche se esistono sistemi a slancio con il battaglio dotato di doppio snodo per poter suonare anche con un ridotto movimento). In questo sistema di suono il battaglio insegue la campana e va a colpire il bronzo sempre verso l'alto; si dice che il battaglio, che più pesante rispetto agli altri sistemi di montaggio, "accarezza la campana".
 In questo sistema di montaggio il battaglio si distacca subito dopo il rintocco e quindi non smorza gli armonici rendendo libere le vibrazioni al contrario del sistema controbilanciato. Per questo le campane a slancio mantengono vibrazioni assai prolungate. Il sistema è tipico in tutta Europa (es: "changeringing" inglese ), nel sistema emiliano (non reggiano), nel centro e sud Italia, nel Tirolo ed in parte del Triveneto.





Fonti: Wikipedia e Rubagotti Carlo srl