Chiese trentine al sicuro grazie a mani bresciane

L’azienda Rubagotti ha verificato lo stato dei campanili di Dro e Cavrasto

Coniugando la tradizione all’innovazione tecnologica, nella mattinata di ieri la Rubagotti Carlo ha compiuto un passo in avanti storico nel mondo dell’industria campanaria.

L’azienda ha infatti effettuato delle prove di carico sui castelli campanari (per i non addetti ai lavori, l’impalcatura che regge le campane) delle località trentine di Cavrasto e Dro.

Le opere sono state realizzate con il contributo dell’Arcidiocesi di Trento, che si è affidata alla ditta di Chiari per ridare nuova vita alle due strutture. <<Per la prima volta – ha spiegato Giacomo Rubagotti, titolare della ditta (fondata dal padre Carlo negli anni’70) con il fratello Luca – si è testata direttamente la resistenza delle campane e l’impatto che queste hanno sulla struttura che le sostiene e sui campanili. Solitamente tutto questo procedimento viene effettuato su parametri già disponibili e senza una prova sul campo. Noi, su incarico dell’Arcidiocesi di Trento, siamo riusciti a realizzare queste prove>>.

Così ieri mattina, nella storica azienda clarense di via dei Vetrai, hanno risuonato le campane di Cavrasto e Dro, alla presenza dei parroci delle due località e degli esponenti dell’Arcidiocesi di Trento.

<<I test – prosegue Rubagotti – hanno riguardato nello specifico le forze sprigionate dal movimento delle campane, tenendo conto di vari parametri come quello dell’accelerazione. I risultati di queste prove di carico saranno utili poi per progettare al meglio altre castellature di sostegno. Si tratta di un fattore estremamente importante: il patrimonio campanario italiano sta invece invecchiando. Dopo anni di rintocchi infatti viene messa a rischio la stabilità degli strumenti e dei campanili dove trovano posto e, come in questo caso, è necessario dunque intervenire sulle castellature>>.

Una volta chiuse le prove di carico, i dati saranno elaborati e riportati in una pubblicazione dell’Arcidiocesi di Trento. In questo modo, chiunque potrà prendere spunto da questi test pilota. E si spera sia solo l’inizio: dalla Rubagotti Carlo di Chiari, passando per le campane dei due paesi trentini, anche i campanili del resto d’Italia potranno avere basi più solide.

ANDREA FACCHI

 

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